You played in bars, you play guitar.

floralls:

Colors part 2 - WHITE (by kajico**)

all-too-well:

i’m laughing so hard because most celebrities go out in public in hoodies and sweatpants so that they’ll go unnoticed but taylor swift’s just like whatever man i’m gonna wear my 10 inch hot pink heels and my pretty dress and i’m just gonna take my sweet old time walking on the sidewalk and smiling at the paparazzi because i chose this life

(via whatamarveloustune13)

thanksforsayingthat:

longlive88:

OMG I’m feeling so emotional rn

oh.my.god.

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longlive88:

OMG I’m feeling so emotional rn

oh.my.god.

(via ourprincesswift)

“Pensare di conoscere tutto di una persona è come credere che il mare finisca all’orizzonte.”
— Detto cinese (via francesco-sidori)

(Source: rebloglr, via storiediunaladradilibri)

Ciao nonno,

Come stai? Che domanda buffa, forse nemmeno ha senso fare una domanda del genere. Sono sicura che stai bene, lissù. E’ tanto il tempo passato dall’ultima volta che ti ho scritto una lettera che tu non avresti letto mai. Eccone un’altra, ho bisogno di parlarti. Dicono che si scrive di qualcuno quando lo si aspetta, io in questo caso non ho nulla da aspettare, e allora ti scrivo per sentirti accanto, ancora una volta senza poterti vedere.
In questi giorni mi manchi più del solito, nonno. Nei sogni non ci sei mai, non ci sei più..
Sai cosa mi manca in particolare di te? Sembrerà buffo, ma sono le tue mani. Ricordo che quando ero davvero piccola, con quelle mani grandi e morbide che avevi mi prendevi in braccio e poi mi buttavi sul divano e mi facevi il solletico. Vivevi per il mio sorriso, poi è diventato falso, e con lui sei morto anche tu. Se l’avessi saputo prima che te ne saresti andato avrei continuato a sorridere davvero solo per farti rimanere.
Le mani, dicevo. Ecco cosa mi manca di più di te. Quelle mani così morbide che col passare del tempo sono diventate secche, asciutte. Tu mi toccavi e lo sentivo sulla mia pelle che qualcosa stava cambiando, stava invecchiando per poi scomparire per sempre.

Sai, nonno, la nonna non riesce mai a pronunciare il tuo nome. A volte nella cassetta della posta arrivano ancora delle lettere intestate a te, io le prendo, e le porto via. La nonna il tuo nome non lo riesce a leggere, nemmeno sottovoce. Le salgono sempre le lacrime, le trema la voce.
La nonna bis è invecchiata, e inizia ad avere una mente confusa. Succede, spesso, che chiama papà con il tuo nome, e la nonna nemmeno riesce a risponderle. Nonno, vai a trovare la nonna nei sogni, falla svegliare con un piccolo sorriso, ti prego. Ogni mattina viene da te, verso le 9:30 va al cimitero, davanti alla tomba e ti porta i tuoi fiori preferiti. E quando quei fiori, così belli, con quell’odore che fa provare un senso di pace a chi lo odora, durano più del previsto, la nonna è felice. Pensa sia tu a farli vivere così a lungo.
Nonno, non ce la faccio più a stare senza di te.
In questi giorni vivo di ricordi, di frasi uscite dalla tua bocca quando ancora potevo ascoltarti. Tu che mi dicevi “Ti ricorderai del nonno quando non ci sarà più?” Ed io facevo finta di non sentirle quelle parole, perchè il cuore mi si allagava dentro alla sola idea che tu un giorno mi avresti lasciata. E quel giorno è successo. E fa male, cazzo, fa male vedere che tutto va avanti anche senza di te.

Sai, nonno, ti avevo promesso che sarei andata bene a scuola, che l’avrei fatto per te. La verità è che io non ce la faccio, che ogni volta che arrivo a casa di nonna e magari a scuola ho preso un bel voto, a me ancora viene l’istinto di correre in salotto per raggiungerti sulla poltrona dove eri solito ad aspettarmi, e dirti di come mi è andata la giornata, e vederti sorridere. Nonno, quest’anno forse non arriverò in terza. Non ne ho le forze, senza te. I sorrisi di nonna non sono come i tuoi.
E poi, nonno, quante cose sono cambiate. Ora a casa della nonna uso le tue ciabatte, di tessuto pesante, color rosso scuro che a te piacevano tanto, e quando ero più piccola mi facevi stare sopra ai tuoi piedi infilati in esse, e mi facevi divertire.
Camminavamo insieme, ed in parte lo facciamo anche ora.

Sai, nonno, ho ancora Francesco con me, il ragazzo che amo e mi ha salvato la vita. Il ragazzo perfetto che tu dicevi sarebbe stato quello giusto e che addirittura avevi descritto perfettamente ancora prima che lo vedessi. Poi l’hai visto una volta, e forse una volta a te è bastata..volevo dirti che sto bene, che con lui mi sento viva. Che da quando tu non ci sei, a tenermi in vita ci pensa lui. Proteggilo.
Volevo dirti che abbiamo fatto l’amore, già molti mesi fa. Volevo dirti che mi ha tirata fuori dall’anoressia e dall’autolesionismo. Mi ha baciato i tagli, e vorrei tu potessi vedere ora come sono le mie braccia.

Sai, nonno, domani partirò per Monaco con mamma e papà per quattro giorni. Sono felice di cambiare aria, finalmente. Allontanarmi da questa città che mi fa sentire solamente sbagliata. Andrò in aereo, ho tanta paura.
Volerò in cielo, e forse saremo più vicini, io e te.

Sai, nonno, questo pomeriggio sono uscita con delle mie amiche. Siamo andate a camminare sulle rotaie di un treno abbandonato.
Ho camminato lì, guardando i miei piedi, immaginando allo stesso tempo di essere su un treno, di venirmi addosso con una velocità assurda tanto da non rendermene conto.
Ho chiuso gli occhi e mi è sembrato di volare. Di essere libera.
Ma sai, nonno, la cosa che ha fatto più male? Io ho immaginato di morire, sotto a quel treno.
E vuoi la verità? Vuoi sapere cos’ho provato?
Assolutamente niente.
Ed è questo che distrugge. Perchè da quando non ci sei niente fa male.
Io sono già morta, con te.

Mi manchi. Stringimi questa notte.

— (via troppotardiperesseresalvata)

ciao zia, è un giorno come un altro e mi manchi parecchio

(via people-are-street)

(via storiediunaladradilibri)